Posts Tagged ‘social network’

Web 2.0. Un nuovo racconto e i suoi dispositivi

9 novembre 2010

http://saggiatore.it/aut-aut/

Penso che adesso posso anche smettere di scrivere perché quando studiavo filosofia a Venezia (un centinaio d’anni fa, ormai!) e vedevo AUT AUT in libreria, era come quando al cinema vedo Brad Pitt. Solo che era più rosso, il libro, intendo. Insomma un sogno.

Perciò sono felice che una mia idea sia scritta lì.

E adesso posso anche dedicarmi ad altre cose.

Ad altri sogni.

AUT AUT 347 – Web 2.0. Un nuovo racconto e i suoi dispositivi
luglio – settembre 2010

PER UNA CRITICA DELL’IDEOLOGIA DEL WEB
Carlo Formenti, Il gran récit della rete
Geert Lovink, Tre tendenze del Web 2.0
Mathieu O’Neil, L’autorità su Internet: per una teoria povera
Stefano Rodotà, Perché serve un Internet Bill of Rights
Stefano Cristante, McLuhan mistico della rete
Nello Barile, Network come neotot. La socialità in rete e gli avamposti di un nuovo fascismo emozionale

DISPOSITIVO FACEBOOK
Raoul Kirchmayr, New media, dispositivi à double face
Giovanni Scibilia, Profilo di marca. Figure del brand tra il supermercato e Facebook
Maria Maddalena Mapelli, Facebook. Un dispositivo omologante e persuasivo
Antonello Sciacchitano, Un pensiero clique-à-porter
Paulo Barone, Sparizioni. I due punti della soggettività
Massimiliano Nicoli, Ultimo “post” a Parigi
Pier Aldo Rovatti, Esitare su Facebook

INTERVENTI
Giacomo Marramao, Hyperbolé. Politica, potere, potenza
Raoul Silvestri, La nozione di vita nella psiche postmoderna
Gaetano Chiurazzi, Mimesi ed emancipazione

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Facebook, appunti sul dispostivo

24 gennaio 2010

Voglio iniziare a fare il punto su Facebook, perché ci abito ormai da tempo, e… più ci sto… più osservo che si tratta di un dispositivo che è:

a) apparentemente socialche bello conosco gente e siamo tutti “amici”
b) sicuramente di successoma come… non sei su Facebook ?!?

ma anche:

c) fortemente persuasivo – nel senso che induce in noi utenti comportamenti automatici e standard (ci vuole tutti veri e social)
d) e decisamente omologante – nel senso che induce in noi utenti assetti identitari, modalità di interazione e di narrazione che ci rendono “seriali” e “simili”

continua qui, su Ibridamenti:
http://www.ibridamenti.com/costruzioni-identitarie/2010/01/facebook-e-un-dispositivo-persuasivo-e-omologante/

oltre facebook, per un uso creativo dei social

1 marzo 2009

brutte notizie da FB [aldo nove ri-cancellato]

1 dicembre 2008

Facebook ha censurato ieri per la terza volta l’account dello scrittore Aldo Nove. Stavo seguendo con molto interesse il modo del tutto atipico e innovativo con cui Aldo Nove sta cercando di esprimere la sua creatività all’interno di un social network planetario e in questo momento super-abitato. E mi dispiace che tutta la sua recente produzione su FB (quella all’account Aldo Nove) sia svanita nel nulla perché altrimenti chiunque avrebbe potuto osservare le interessanti dinamiche che si stavano generando.
Dopo la seconda cancellazione da Facebook (di cui abbiamo già parlato su Ibridamenti), Aldo Nove ha aperto l’account “Lo Spirito di Aldo Nove” e parallelamente una serie di account “rizomi” (Ferrarelle di Aldo Nove, L’infanzia di Aldo Nove, Aldo Nove è risorto, etc.). Da pochi giorni aveva ricominciato a postare con l’avatar conosciuto dai suoi amici di FB (quello che riportiamo nella foto di sinistra), e aveva raggiunto di nuovo quota 960 amici.

La sua presenza su FB è fortemente innovativa: alterna post in cui propone riflessioni su arte o filosofia, a post “cazzeggio”, a post sarcarstici che mescolano cronaca, polica e tv, a post contro la morale corrente (famosa è la sua passione per le prostitute giapponesi, presenti peraltro con proprio account su FB).
Ma l’espressione della creatività di uno scrittore affermato non è cosa gradita.
FB non sa distinguere.
E l’ha censurato per la terza volta.
Stamane Aldo Nove, usando uno degli accout rizomi, ha postato su FB, (con l’avatar che sopra riportiamo sulla destra)  la seguente nota:

Vorrei discutere qui, della follia di Facebook

Potenzialmente il più innovativo social network degli ultimi anni, Fb nella pratica è un sistema di controllo 24 ore su 24 di tutti con un preciso orientamento politico: quello razzista e più spiccatamente nazista, come testimoniano le decine di group su tema o gli avatar di islamici con in mano la svastica o il ritratto di Hitler. Necessita quindi studiare quanto di buono è stato qui sperimentato per trovare altrove (non ritengo sia myspace, che certo è serio ma non ha la potenza snicronica di fb) un luogo di espressione davvero libero e creativa. Nel mio piccolo, offro questo spazio per incominciare questa discussione. Grazie a tutti.

[pubblicato anche qui]

Facebook – cosa non mi piace

14 agosto 2008

Dati alla mano Facebook sbaraglia. Copio da vincos le sue conclusioni sul perché del successo, tra i Social Network, di Facebook:

“Io ritengo che il management di Facebook stia riuscendo meglio degli altri a capire le esigenze degli utenti, offrendo loro un luogo da abitare ed arredare come meglio credono, sempre più confortevole (dall’aspetto grafico alla possibilità di controllo dei servizi), rispettoso dei bisogni degli utenti evoluti (ad es. l’introduzione delle funzioni tipiche di Friendfeed), ma senza perdere di vista l’usabilità, un ambiente nè troppo verticale, tematico, nè squisitamente generazionale”

Questi dati mi hanno fatto pensare ad un post che ho letto di recente da  Floria sul contenuto della comunicazione e che simpaticamente argomentava sulla diminuzione degli accessi al suo blog e concludeva:

“Per questo, comunque vadano gli accessi, sebbene il nostro feed possa vantare pochi iscritti e la posizione in classifica precipiti, mai dimenticare che la comunicazione ha bisogno di essere sì interessante/divertente/intelligente etc etc ma anche, perché non dirlo? responsabile”

E’ chiaro allora che con 140 caratteri su Twitter non posso dire granché, che su FriendFeed (che peraltro  adoro!) siamo ancora in fase di sperimentazione (cosa piace? cosa non piace? commentiamo qui o sui blog?), che alla fin fine sono le persone che fanno i social network e non viceversa…

Quindi, conclusione del tutto provvisoria: se tutti stanno migrando verso Facebook, vuol dire che parte delle conversazioni e degli scambi avvengono là e che se vuoi dare visibilità alle tue conversazioni, forse è bene esserci.

Questo non toglie che Facebook è, a livello puramente istintivo, in parte respingente. Forse perché ci si sente come in una piazza eccessivamente esposta, perché si ricevono richieste di iscrizioni a gruppi che poi sono gruppi fantasma in cui nulla accade, o forse molto più semplicemente perché non si è ancora creata (o io non ho ancora trovato) una Community che dialoga, come dice Floria, in modo interessante/divertente/intelligente etc. etc. etc.

Insomma che ci facciamo su Facebook? Diamo visibilità alle vere conversazioni che avvengono ancora una volta altrove – nei blog, nei forum-?