phantasìa – etimo

phaino = (trans.) montrer, mettre en lumière, faire connaitre;

(intrans.) devenire visible, venir à la lumière, se montrer, apparaitre.

Du radical phant est liberement tiré le verbe dénominatif phantazomai = devenir visible, apparaitre, parfois s’imaginer;

actif = phantazo = rendre visible, representer, d’ou phàntasma = apparition, image, phantome

-matìon (Plu), –mos, m. = image mentale, apparition (Epicur),

phantasìs f= apparition, signe (Pl., Ti 72b) avec – em = imagination (Plot.),

phantasìa n. = apparence, image, (souvent distingué de aisthesys), imagination etc. (Pl., Arist., hellén, etc.),

avec phantas-iodes (Philostrat.), –iathomai (ph.) – ioomai (Plu) et – ioo, –iastikòs = qui recoit des images (Epicure, Plu);

en outre, phantas-tòs (Arist. etc.) – tikòs = capable de former des images, des representations (Pl., Arist.)

Filostrato, Vita di Apollonio di Tiana, VI, 19, tr. it. p. 283-284, Adelphi)

“Forse che i Fidia e i Prassitele” obiettò Tespesione “salirono al cielo e presero l’impronta degli dei, per poi riprodurli nella loro arte, oppure qualche altro impulso guidò la loro creazione?”.

“Fu un’altra cosa, piena di sapienza”.

“E quale? Non mi dirai che sia stato qualcos’ altro che l’imitazione”.

“Fu l’immaginazione a creare queste effigi, che è artista più sapiente dell’imitazione.

L’imitazione può creare soltanto ciò che ha visto, ma l’immaginazione crea anche quel che non ha visto, poiché può formarsene l’idea in riferimento alla realtà.

Inoltre l’imitazione è sovente sconvolta dal terrore; ma nulla può turbare l’immaginazione, poiché essa procede impavida verso l’idea che da se stessa si è fatta. Invero per raffigurare l’aspetto di Zeus occorre vederlo insieme con il cielo, con le stagioni dell’anno, con gli astri, come a quei tempi osò fare Fidia” […]

“Ma se tu rappresentassi un falcone, una civetta, un lupo o un cane, e li portassi nei templi al posto di Hermes, di Atena e di Apollo, gli animali e gli uccelli appariranno degni di venerazione a causa di quelle immagini, mentre gli dei finiranno per decadere dall’onore che spetta loro”

Tespesione replicò: “A me pare che tu critichi i nostri usi senza aver approfondito il senso. Se qualche sapienza si trova tra gli Egiziani, è proprio il fatto di non raffigurare temerariamente le immagini degli dèi, bensì di rappresentarli in forma simbolica e allusiva, poiché così appaiono ancora più degni di venerazione”.

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