caldo, tesi e Pinketts

Padova, caldo che respiri poco. E tra l’altro non ho nemmeno mai corrotto nessuno, perciò mi sento out, ancora un volta. Quel senso di inadeguatezza, insomma, che credo prenda chiunque legga sui giornali quello che c’è scritto oggi e si senta, al confronto del potere, un normale cittadino di serie ultrazeta, che è appena stato a pagare le tasse al caf del sindacato e che ha il bollino blu aggiornato sull’auto. Per non inquinare.

Lunedì discuto la tesi di dottorato, ma mentre preparo le slide, penso che in realtà ho voglia di leggere Pinketts… hi!

Primo, perché non l’ho mai letto se non a pezzetti qua e là. Secondo, perché forse è più giusto così: divergere da ciò che è troppo “impegnativo” (tipo tentare di riassumere una tesi di dottorato in trenta slide) fa bene alla salute.

Devo comprare ghiaccioli.

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